Inaugurazione della mostra “Femminilità e Decorazione” al MUDEC aperta fino al 13 marzo.
In occasione della Festa del Mărţişor, presso lo Spazio delle Culture del MUDEC – Museo delle Culture di Milano, l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, il Museo Nazionale del Villaggio “Dimitrie Gusti” di Bucarest, il#MUDEC, in collaborazione con il Forum della Città Mondo e l’Associazione Città Mondo, in partenariato con il Centro Culturale Italo–Romeno di Milano con la pres. #VioletaPopescu e il Consolato Generale di #Romania a #Milano, hanno organizzato la mostra etnografica romena “Femminilità e Decorazione”

La mostra presenta una selezione dei più belli e rappresentativi oggetti di patrimonio provenienti dalle collezioni del Museo Nazionale del Villaggio “Dimitrie Gusti” di Bucarest, e metterà in luce la creatività e la cura con cui ogni donna adorna la sua casa e se stessa: abiti tradizionali provenienti da varie regioni della Romania, copricapi, sciarpe, alcuni pezzi di arredo, tessuti e ornamenti. L’originalità degli oggetti esposti e l’armonia cromatica del vestiario sono completate dalla bellezza delle pettinature in voga nelle varie regioni della Romania e dei gioielli utilizzati per realizzarle.
Realizzata con il sostegno dell’Istituto Culturale Romeno di Bucarest, la mostra sarà aperta presso lo Spazio delle Culture del MUDEC, nel periodo 28 febbraio–13 marzo 2016 con i seguenti orari: lunedì dalle 14.30 alle 19.30 – martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 10.30 alle 19.30 – giovedì e sabato dalle 10.30 alle 22.30.
«Per i romeni il primo giorno di marzo è il sinonimo della festa del Mărţişor (diminutivo di “martie” – marzo). Il mărţişor, simbolo della primavera, si confeziona con dei fili bianchi e rossi, di cotone o seta, intrecciati in un cordoncino che si lega a forma di otto. A questo cordoncino si appende un ciondolo portafortuna che può assumere diverse forme simboliche (un tempo monetine d’oro o d’argento, ma anche fili di erba, germogli o fiori; oggi fiori, animaletti, cuoricini, ecc.). Le tradizioni popolari dicono che chi indossa il “mărţisor” sarà fortunato e in salute per tutto l’anno. Oggi l’usanza consiste nel donare questo ciondolino con il suo fiocco bianco e rosso a tutte le donne, dalle nipoti alle nonne, come augurio di buona fortuna, amore e di buon inizio di primavera».
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foto di feliciafotoreporter.com©

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Molto curiosi e affascinati anche gli italiani dal “Mărţişor”, l’amuleto porta fortuna per la festa del 1 Marzo, realizzato in tempo reale con oggetti riciclati che rappresentano la natura, dalla prof. Mariana Paliev, durante la mostra “Femminilità e Decorazione” aperta al ‪#‎Mudec‬ fino al 13 Marzo.
Se siete curiosi passate a trovarci venerdì e domenica dalle 10.30 alle 19.30 giovedì e sabato dalle 10.30 alle 22.30, lunedì dalle 14.30 alle 19.30 martedì, mercoledì,
La tradizione del “Mărţişor”
Il filo rosso bianco con un amuleto (uno scudo in oro o argento, un conchiglia) un tempo veniva legato dai genitori al polso dei piccoli, offerto dai giovanotti alle ragazze (e viceversa in Moldavia), oppure scambiato tra ragazze con l’augurio di buona fortuna, di salute ‘come l’argento lucido, la pietra del fiume, una conchiglia nell’acqua‘. I fili erano quasi sempre rossi e bianchi ma potevano anche essere neri e bianchi o d’oro e argento. Con il passare del tempo il piccolo scudo è stato sostituito da vari oggetti, in oro o argento, con degli amuleti dai significati più svariati, seri, sentimentali o divertenti.
Il Martisor (che si pronuncia martzisor) o ‘il piccolo Marzo‘, veniva regalato all’alba del 1° marzo e indossato da 9 a 12 giorni, a volte fino a quando fioriva il primo albero o sbocciava la prima rosa. A quel punto veniva appeso a un ramo fiorito con la speranza di vedere i fiori sbocciare tutto l’anno. A volte invece si continuava a portarlo nei capelli.


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