Intercultura 

La Pasqua che ci unisce nella diversità.

Inaugurazione mostra di uova pasquali decorate a mano secondo antiche tradizioni romene a Nogara VR.

Collezione privata della prof.ssa Ioana Bucsai.

Evento organizzato con il patrocinio del Comune di Nogara, Consolato Generale di Romania a Trieste, Centro Culturale Italo  Romeno  Milano, Rediviva Edizioni.

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La tradizione di pitturare e colorare le uova, chiamata “încondeierea” oppure “împistritul “ ha origini nell’epoca precristiana. Con l’apparizione del cristianesimo quest’attività è stata assimilata alle tradizioni dedicate alle Feste Pasquali, diventando uno degli elementi specifici della cultura spirituale cristiana rumena.

Nella letteratura popolare si dice che le pietre buttate contro Gesù si trasformarono in uova rosse.

Un’altra variante racconta che Maria, andando a curare le ferite di suo figlio, aveva con sé un cesto di uova che posò sotto la croce e il sangue di Cristo le colorò di rosso.

Proprio perché l’uovo rosso è portatore di significato profondo legato alla Resurrezione di Cristo e al rinnovo della natura, i contadini rumeni si sono impegnati a pitturarlo usando materiali e tecniche sempre più diverse e motivi decorativi ancestrali di rara bellezza.

    Il giovedì e il sabato della Settimana Santa in tutte le case, le donne colorano le uova di rosso oppure aggiungendo diversi motivi secondo la fantasia e il talento

La tecnica più diffusa è di applicare sull’uovo pieno o bollito foglie di piante primaverili fissate con un tessuto fine, tipo garza.

Dopo la colorazione, quando tessuto e foglie sono tolti, sul guscio rimane sia la sagoma delle foglie sia tracce della forma del tessuto che rendono ogni uovo unico.


Colorato semplicemente o dipinto, l’uovo pasquale trasmette gioia, sorpresa, pace, umiltà e fede perché nella sua decorazione si lavora con simboli celesti (il sole, la luna, la corda della vita), religiosi (la croce, le icone, la chiesa) simboli vegetali, animali, antropomorfi oppure quelli geometrici che si ritrovano anche sui costumi tradizionali e i tessuti delle varie regioni. 


Questo registro simbolico rappresenta un incontestabile codice religioso, culturale, estetico, etnografico e antropologico In passato le uova, piene e bollite oppure svuotate di contenuto, erano dipinte con colori vegetali ottenuti secondo ricette assai complesse, tramandate da una generazione all’altra.


   C’è una grande varietà, dall’uovo fatto in ceramica oppure in legno a quello svuotato e dipinto tradizionalmente con colori e cera, quello decorato con perline oppure, nei monasteri, secondo la tradizione bizantina, decorati con foglio d’oro per creare sull’uovo icone in miniatura.

 In alcune regioni del Nord, del Centro e del Sud della Romania “încondeiatul ouălor” è stato portato a livello d’arte e la regione Bucovina è quella che può vantare di aver portato quest’arte alla perfezione. Il festival delle uova dipinte organizzato ogni  primavera e i musei (pubblici e privati) dove sono esposte queste piccole e fragili creazioni dedicate alle Feste Pasquali, testimoniano non solo il talento e la capacità creativa degli artisti quasi sempre anonimi, ma anche la profonda spiritualità cristiana del nostro popolo.

    

In Bucovina si usano colori e cera seguendo una tecnica simile a quella del batik. Sull’uovo bianco, svuotato, lavato e asciutto, il motivo che deve rimanere bianco si disegna con la cera poi s’immerge nel giallo, si asciuga e si copre con la cera quello che deve rimanere giallo; s’immerge nel colore rosso, si asciuga e si ricopre di nuovo con cera passando ai colori più scuri. Il procedimento si ripete secondo il numero di colori utilizzati. Alla fine si toglie la cera e si applica uno strato di lacca che protegge la decorazione e rende i colori brillanti. Un’altra tecnica consiste nel disegnare tutto con la cera colorata che rimane sul guscio come una pittura in rilievo. In entrambi i casi, la particolarità è data dalla finezza, dalla ricchezza simbolica e dalla precisione del disegno in una cromatica non troppo ricca ma molto suggestiva. 

                          Alcuni simboli:

                                 I colori

     rosso: simbolo di sangue, di sole, di fuoco, dell’amore e della gioia di vivere

     nero: assolutismo, fermezza, permanenza, eternità

     giallo: luce, giovinezza, felicità, raccolto, ospitalità

     verde: rinnovo della natura, freschezza, speranza,fecondità

                e abbondanza

     blu: cielo, salute, vitalità

     viola: pazienza, controllo di se stesso,  fiducia nella giustizia

               divina

     Le linee:                     

dritta verticale: la vita

      dritta orizzontale: la morte

      doppia e dritta: eternità

      con rettangoli: saggezza e conoscenza

      ondulata: acqua, purificazione

      la spirale: tempo, eternità

      la doppia spirale: il legame tra vita e morte